Cari Bookworms,
è arrivato il momento di parlare di uno dei libri che più attendevo di leggere quest'anno ... A Court of Thorns and Roses, primo volume della nuova trilogia new adult, fantasy firmata Sarah J. Maas.
La recensione è spoiler free e come scopo ha quello di farvi venire una voglia pazza di leggerlo! Spero di essere riuscita nel mio intento e se lo avete letto, vi prego parliamone!! XD
Informazioni e Trama
Titolo: A Court of thorns and Roses
Autore: Sarah J. Maas
Serie: A Court of thorns and Roses #1
Editore: Bloomsbury Children's
Data di pubblicazione: 5 maggio 2015
Lingua: inglese
TRAMA: Quando la cacciatrice diciannovenne Feyre uccide un lupo nei boschi, una creatura simile ad una Bestia arriva per riscuoterne il compenso. Trascinata verso una terra pericolosa e magica, che conosce solo attraverso le leggende, Feyre scopre che il suo rapitore non è un animale, ma Tamlin— uno dei letali e immortali Faeries che una volta governavano il loro mondo.
Mentre dimora nella sua tenuta, i suoi sentimenti per Tamlim si trasformano, passando da una fredda ostilità ad una forte passione, che brucia oltre ogni avvertimento e bugia raccontatele sul bellissimo, pericoloso mondo dei Fae.
Ma un antica, cattiva ombra si allunga sulle terre dei faerie, e Feyre deve trovare il modo di fermarlo... o condannerà Tamlin—e il suo mondo—per sempre.
A Court of Thorns and Roses è il primo
capitolo dell’omonima trilogia New Adult,
high Fantasy scritta da Sarah J. Maas.
Quando
è stato annunciata l’uscita di un nuovo romanzo della Maas, l’avevo
immediatamente inserito nella mia wishlist, senza nemmeno preoccuparmi troppo
della trama. Adoro la Maas - Throne of
Glass è una delle mie serie fantasy
preferite – e il modo in cui tratteggia i suoi personaggi, rendendoli
indimenticabili e facilmente amabili.
Le
mie aspettattive su A Court of Thorns and
Roses erano, pertanto, decisamente alte e sono estremamente felice che non siano state affatto deluse, anzi per
alcuni elementi sono rimasta addirittura sorpresa.
A Court of Thorns and Roses è stato presentato come un retelling della Bella e la Bestia, e
quando si parla di questo genere di romanzi, si è sempre in vena di confronti
con la fiaba originale (e in questo caso, anche il bellissimo cartone animanto
della Disney!). Il rischio con i retelling
è quello di non riuscire a sorprendere abbastanza il lettore, di sembrare
banali, ma con la Maas questo non succede.
La vicenda
ha per protagonista Feyre, una ragazza di diciannove anni, che dopo aver ucciso
nella foresta quello che crede essere un lupo, scopre invece trattarsi di una creatura
fatata. Quella notte, una essere bestiale e feroce si presenta a casa sua,
menzionando una clausola del Trattato stipulato tra umani e abitanti di
Prythian molti anni fa, secondo la quale è lecito esigere per la vita presa, un’altra vita. Feyre si
ritrova a dover scegliere tra la morte immediata o lasciare la sua famiglia e
andare a vivere per sempre a Prythian, come risarcimento del delitto.
La
Bestia che la trascina oltre il Muro invisibile, costruito per dividere i
mortali dagli immortali, è Tamlin, un’essere fatato capace di cambiare le sue
sembianze in quelle di un lupo.
Trovo geniale il modo in cui la storia di
Feyre sia così diversa, ma allo stesso tempo simile, per certi aspetti, alla
fiaba: quando meno te lo aspetti affiorano elementi che rimandano o
alludono ad essa, come per esempio la maledizione
che è stata lanciata sulle Terre della Corte di Primavera, o la menzione del Never-fading Flower e quel costante
profumo di rose che aleggia intorno
al Castello…
Il world
building è studiato nei minimi dettagli, con tanto di specifico ordine
sociale per le Fate e riferimenti storici creati appositamente.
“It told a story...the story of Prythian. It began with a cauldron. A
mighty black cauldron held by glowing, slender female hands in a starry,
endless night. Those hands tipped it over, and, from it, golden sparkling
liquid poured out over the lip. No -- not sparkling, but...effervescent with
small symbols, perhaps some ancient faerie language.”
Fino
ad alcuni secoli fa, il popolo fatato dominava, con la propria forza superiore
e la magia, sugli esseri umani, resi schiavi e uccisi senza ritegno. Solo
inseguito ad una lunga e sanguinosa guerra, gli esseri umani hanno conquistato
la libertà, regolando i rapporti con i Faeries
grazie ad un Trattato. Da quel momento, Prythian
e le terre Mortali, sono divise da un Muro invisibile che nessuno – in
teoria – può attraversare.
Le Terre di Prythian sono suddise in 7
Corti, ciascuna con il proprio nome, le proprie caratteristiche e governate
da un High Lord. Ma un’antica
minaccia rischia di sovvertire l’ordine costituito e la Corte di Primavera, in
cui vivono Tamlin e Feyre, sembra essere rimasta l’ultimo baluardo della
resistenza contro il Male.
Prythian è dipinta in modo meraviglioso:
una terra ricca di magia e tradizione, un luogo incantato dove tutto è
possibile, anche trovare un lago pieno, non d’acqua, ma di luce delle stelle…
Sono
rimasta stregata dalla bellezza delle descrizioni, specialemente quelle della Spring Court e del Castello di Tamlin.
A
Court of Thorns and Roses è un romanzo di fate, magia, di lotta contro il
male, ma anche di amicizia, di sacrificio per la propria famiglia e d’amore.
Feyre
ha sempre lottato per poter sostenere la propria famiglia, per mantenere la
promessa fatta alla madre morente; lotta da quando i debiti contratti dal padre
mercante, li ha mandati in rovina. Il padre sembra essere incapace di reagire e
le sorelle maggiori troppo arrabbiate o distratte da futilità, per preoccuparsi
minimamente di aiutare.
In questo romanzo, la crescita alla fine
del viaggio, non interesserà solo la protagonista, ma coinvolgerà anche tutti
coloro che le sono legati, compresa la sua famiglia.
“Don’t feel bad one moment about doing what brings you joy.”
Tra gli argomenti centrali di AcoTaR c’è sicuramente l’amore.
Feyre
all’inizio è ostinata e orgogliosa, ma non per capriccio: la sua vita non è
stata mai semplice; dopo la morte della madre, nessuno si è preso cura di lei,
nessuno ha speso nemmeno un minuto per insegnarle a leggere e a scrivere. Per
questo, le premurose attenzioni di Tamlin, vengono inizialmente respinte come
inaccettabili gesti di pietà.
Comprese
le sue motivazioni e superate le
diffidenze legate alla propria natura mortale, da una parte, e immortale,
dall’altra, l’attrazione tra Tamlin e
Feyre sarà magnetica, irresistibile, travolgente e il loro amore crescerà,
immenso e indistruttibile.
“I was as unburdened as a piece of dandelion fluff, and he was the wind
that stirred me about the world.”
Una
menzione speciale deve essere fatta anche a due personaggi secondari che
inaspettatamente mi sono rimasti nel cuore: Lucien, l’ironico e leale amico di Tam e Rhys, il “nemico” più strano e imprevedibile di cui mi sia mai
capitato leggere.
A Court of Thorns and Roses di Sarah J.
Maas, conferma il talento dell’autrice nel saper creare ambientazioni
fantastiche estremamente dettagliate (in cui potrei facilemente vivere) e personaggi
brillantemente delineati e “vivi” sulla pagina.
Un romanzo magico, decisamente fiabesco,
ricco di azione e sicuramente più “adulto” rispetto al Trono di Ghiaccio, non solo per l’età della protagonista e per le
scene sensuali, ma anche per le tinte
fosche e quelle atmosfere dark
e sanguinarie che raggiungono l’apice nell’ultima, appassionante parte del
libro.
Rating in Segnalibri:
5
Fate mutaforma, romanticismo, avventura, antichi Riti e maledizioni da
spezzare, in un romanzo di magia, oscurità e amore.
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Buone Letture,