29 marzo 2021

THE EMPIRE OF GOLD by S.A. Chakraborty | Recensione


Miei carissimi lettori,

Dopo mesi e mesi, sono riuscita a finire di leggere THE EMPIRE OF GOLD di S.A. Chakraborty. Vi starete chiedendo perché ci ho messo così tanto a leggerlo... beh perché a quanto pare ho un problema con il finire gli ultimi libri delle serie che amo! Perché finché non leggo l'ultima pagina è come se non fosse mai finita, giusto? 😅

Oggi vi propongo la recensione del magnifico ultimo volume della Daevabad trilogy. Ho cercato di non fare spoiler per chi non l'ha letto e penso di esserci riuscita. :) 

Se lo avete già letto vi aspetto nella sezione commenti o scrivetemi un DM su Instagram (@lilysbookmark) perché ho tantissima voglia di chiacchierare con qualcuno del finale!!! 

Informazioni e Trama

Titolo: THE EMPIRE OF GOLD
Autrice: S.A. Chakraborty
Serie: The Daevabad Trilogy #3
Data di pubblicazione: 2 marzo 2021
Lingua: inglese
TRAMA: The final chapter in the Daevabad Trilogy, in which a con-woman and an idealistic djinn prince join forces to save a magical kingdom from a devastating civil war.
Daevabad has fallen.
After a brutal conquest stripped the city of its magic, Nahid leader Banu Manizheh and her resurrected commander, Dara, must try to repair their fraying alliance and stabilize a fractious, warring people.
But the bloodletting and loss of his beloved Nahri have unleashed the worst demons of Dara’s dark past. To vanquish them, he must face some ugly truths about his history and put himself at the mercy of those he once considered enemies.
Having narrowly escaped their murderous families and Daevabad’s deadly politics, Nahri and Ali, now safe in Cairo, face difficult choices of their own. While Nahri finds peace in the old rhythms and familiar comforts of her human home, she is haunted by the knowledge that the loved ones she left behind and the people who considered her a savior are at the mercy of a new tyrant. Ali, too, cannot help but look back, and is determined to return to rescue his city and the family that remains. Seeking support in his mother’s homeland, he discovers that his connection to the marid goes far deeper than expected and threatens not only his relationship with Nahri, but his very faith.
As peace grows more elusive and old players return, Nahri, Ali, and Dara come to understand that in order to remake the world, they may need to fight those they once loved . . . and take a stand for those they once hurt. 


La serie


THE EMPIRE OF GOLD (inedito in Italia)

Questa è sicuramente una delle recensioni più difficili che io mi sia mai apprestata a scrivere da quando ho aperto il blog, e infatti credo proprio che sarà più un flusso di coscienza che una recensione vera e propria. Vorrei avere il potere di rendervi partecipi delle mille emozioni che hanno accompagnato la lettura di questo romanzo e il senso di soddisfazione che ho provato nel leggere l’ultima frase della serie.

Dire che ho amato follemente questo libro, anzi l’intera serie, è riduttivo. Credo che la serie della Chakraborty sia una delle poche lette nella mia vita da lettrice capace di imprimere un’impronta così profonda su di me, soprattutto per alcune tematiche affrontate dall’autrice che a mio parere trovano ampia risonanza andando oltre il contesto fantasy del libro stesso.

The empire of Gold di S.A. Chakraborty si apre su una Daevabad ormai quasi del tutto distrutta; Nahri e Ali sono scomparsi tra le acque del lago che circonda la città e con essi anche tutta la magia. Dara invece si trova a dover fare i conti con una Manizheh sempre più fuori controllo, mossa da un insopprimibile desiderio di vendetta che offusca anche le buone intenzioni che sembravano muoverla all’inizio.

In questo terzo e ultimo volume, l’autrice raccoglie tutti i fili dell’intricata trama intessuta finora, congiungendoli insieme per tirarne finalmente le somme. In The Empire of Gold, ciascuno dei nostri protagonisti si trova a dover fare i conti con il proprio passato e con quel lato oscuro della loro personalità che per troppo tempo avevano tentato di ignorare.

La Chakraborty è riuscita infatti a regalarci un’evoluzione dei personaggi a dir poco magistrale. Ogni esperienza ed episodio che Nahri, Ali e Dara affrontano nel corso della serie, per quanto apparentemente piccoli e insignificanti possano sembrare, si rivelano invece essere fondamentali per la loro crescita, forgiando il loro carattere e rendendoli profondamente diversi da come li avevamo conosciuti all’inizio di questa avventura.

“She told me to keep myself whole. 
That there wasn’t any shame in taking care of yourself 
in order to help those who needed you.”

Forse una delle trasformazioni più profonde è quella vissuta da Ali. All’inizio trovavo il suo personaggio irritante e i suoi capitoli estremamente noiosi. Poi qualcosa accade nel corso del secondo libro, e Ali diventa un personaggio decisamente migliore al quale è impossibile non affezionarsi. In The Empire of Gold, Ali dovrà confrontarsi con un’eredità che non aveva considerato, sfidando tutti quei pregiudizi che da sempre avevano caratterizzato la sua visione del mondo. Solo nel momento in cui deciderà di abbracciare e accettare quel lato da sempre ripudiato di sé, la sua trasformazione potrà dirsi compiuta e potrà finalmente sentirsi a casa e a suo agio nella propria pelle. 

Passiamo ora a Dara, quello che a tutti gli effetti è il mio personaggio preferito. In The Kingdom of Copper e The Empire of Gold, Dara ha compiuto azioni terribili pensando, anzi sperando, in cuor suo di far qualcosa di buono per il suo popolo oppresso da secoli. Solo quando è troppo tardi per cambiare il corso degli eventi, capisce che uccidere per vendicare coloro che sono stati uccisi a loro volta non è affatto la soluzione giusta.  In questo senso credo che Dara sia forse il personaggio più “umano” tra tutti, sbaglia alla grande e quando se ne rende conto cerca in tutti i modi di redimersi, rischiando però di causare ancora più danni.  Solo grazie all’amore profondo che prova per Nahri e per il suo popolo, Dara riuscirà a tornare sulla retta via, decidendo di combattere per la libertà da qualsiasi oppressione… anche se la strada che sarà costretto a intraprendere è solo tortuosa e tutta in salita.

E poi c’è Nahri, la nostra piccola ladra alla ricerca del suo passato e del suo posto nel mondo. In The Empire of Gold, anche Nahri sarà costretta a compiere scelte difficili, accettando un destino per il quale non si è mai sentita pronta ma che è sempre stato impresso nella sua natura. Forse una delle lezioni più importanti che Nahri ha dovuto imparare in questa avventura è stata quella di saper condividere i suoi fardelli, accettando aiuto dalle persone che la amano e che nonostante tutto non l’abbandoneranno mai. 

In The Empire of Gold, la Chakraborty porta i suoi personaggi all’estremo delle forze, spingendoli fino all’orlo di un baratro sia fisico che emotivo, costringendoli a vivere il loro peggior incubo e a confrontarsi con quell’oscurità che alberga da sempre in ciascuno di loro. Solo affrontando tutto ciò potranno crescere e trovare il loro lieto fine. 

The Empire of Gold è un romanzo in cui il sacrificio, l’amore in ogni sua forma e la Libertà sono gli elementi chiave. Lo stile dell’autrice è straordinario, ricco di immagini evocative e capace di trasmettere emozioni così vivide tanto da sconvolgere il lettore nel profondo. La Chakraborty è riuscita ad intessere abilmente la trama degli eventi con una cura nei dettagli tale da sembra a volte troppo lenta, certo, ma che non poteva essere scritta altrimenti, acquistando alla fine significato.  È stata talmente brava a immortalare le emozioni dei personaggi sulla pagina tanto che ad un certo punto mi sono ritrovata a gioire per una ship che non sapevo nemmeno di desiderare all’inizio, ma che nel momento della sua concretizzazione era l’unica che effettivamente aveva sempre avuto senso.

“Dara hesitated and then spoke. 
“If what I have seen is true, it means there is peace for the worst of us. 
Rest for those who do not deserve it. 
It was beautiful. 
And it spoke to a mercy this world does not deserve.”

The Empire of Gold di S.A. Chakraborty è uno dei migliori finali di serie che io abbia mai letto. Anche se non è finito esattamente come avrei desiderato, giunta all’epilogo sapevo dentro di me che quello sarebbe stato l’unico vero finale che ciascuno dei personaggi si meritava dopo tutto quello che avevano dovuto affrontare nel corso della storia. Confesso di aver pianto (pure tanto!), ma non avrei potuto sperare in un finale migliore: niente viene lasciato al caso e la sensazione che si ha alla chiusura è di grande soddisfazione e completa risoluzione. E tanta, tanta nostalgia… <3


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