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22 ottobre 2018

NON E' DETTO CHE MI MANCHI di Bianca Marconero | Recensione




Buongiorno miei carissimi lettori,
dopo un periodo di pausa dal blog, torno a postare con regolarità (si spera!) e quale modo migliore per ricominciare a far sul serio se non pubblicando una nuova recensione! Meglio ancora, una recensione dedicata a NON E' DETTO CHE MI MANCHI di Bianca Marconero !!! 
Un libro che mi è piaciuto da impazzire e con il quale Bianca Marconero riconferma il mio amore per ogni parola uscita dalla sua (magica) penna !

Spero di essere riuscita a renderle giustizia ! 😋

Informazioni e Trama


Titolo: NON E' DETTO CHE MI MANCHI
Autore: Bianca Marconero
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 19 luglio 2018
Lingua: Italiano

AMAZON | GOODREADS

TRAMA: Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l’arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l’ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un’affinità sorprendente... Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l’unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.

21 ottobre 2015

REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton | Recensione

Miei cari Bookworms,
oggi vorrei parlarvi di un romanzo che ho avuto l'opportunità di leggere con qualche giorno d'anticipo, ovvero REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton disponibile da oggi 21 ottobre 2015 in tutte le librerie e pubblicato in Italia in Anteprima Mondiale dalla Casa Editrice Giunti.
Questo romanzo mi aveva incuriosita fin da subito, per le ambientazioni e la trama decisamente interessante... ora, posso dirvi che le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte, se non addirittura superate! 
Non vedo l'ora di sapere qualcosa in più sul seguito e spero tanto che possiate leggerlo al più presto anche voi... perché è IMPERDIBILE!
Ringrazio immensamente la casa editrice per avermi dato l'opportunità di leggere questo bel romanzo inviandomi una copia in anteprima, in cambio di una mia onesta opinione.

Informazioni e Trama

Titolo: REBEL - Il Deserto in Fiamme
Autore: Alwyn Hamilton
Editore: Giunti
In libreria dal 21 ottobre 2015
Lingua: italiano
TRAMA: Amani è sempre stata sicura di trovare una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento.
Tiratrice infallibile, per realizzare il suo sogno Amani partecipa a un torneo travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, il misterioso e affascinante Serpente dell’Est. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano del Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle.
Ormai nota come il Bandito dagli Occhi Blu, Amani dovrà scappare con Jin attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i Djinni, capaci di evocare straordinarie illusioni; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e spietati skinwalker che divorano gli umani per assumerne le sembianze... Di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale, Amani e Jin capiranno che la posta in gioco è più alta del loro destino. E il Bandito dagli Occhi Blu dovrà decidere se fidarsi del Serpente dell’Est e unirsi alla rivoluzione…
“Io non avevo scelto di restare.
Avevo scelto di scappare o di morire provandoci.
E in quel momento avevo visto tutto con chiarezza.
Me stessa, il mio obiettivo. Nient’altro contava.
Premetti il grilletto.”

Amani è stata sempre certa di una cosa: prima o poi sarebbe riuscita ad andarsene da Dustwalk, un piccolo villaggio dell’Ultima Contea  sperduto in mezzo al deserto, dove perfino l’aria ha il sapore del ferro e della polvere da sparo. L’ha sempre saputo, fin da prima che i suoi genitori morissero e fosse costretta, pertanto, a vivere a casa di sua zia, maltrattata e costantemente vessata per la sua incapacità di saper tenere a freno la lingua, come ogni ragazza che si rispetti dovrebbe invece saper fare.

Tiratrice infallibile, Amani decide di partecipare ad una gara di tiro, travestendosi da uomo, per poter guadagnare il denaro necessario a sostenere la sua fuga verso Izmar, la capitale dell’Impero. Tra i suoi avversari c’è anche Jin, soprannominato Serpente dell’Est.
Amani presto scoprirà a sue spese che Jin è ricercato per alto tradimento e sarà costretta a fuggire insieme a lui, se vuole sopravvivere e riuscire finalmente a realizzare il suo desiderio: raggiungere Izmar.
Ma la strada verso la Capitale è lunga e il deserto nasconde pericoli inimmaginabili…

REBEL. IL DESERTO IN FIAMME di Alwyn Hamilton ha sicuramente come primo punto di forza il world building. Attingendo all’immaginario islamico e persiano, la Hamilton ha dato vita ad un mondo affascinante per quanto ostile e pericoloso
Le ambientazioni sono dominate dalle sabbie di un immenso e misterioso Deserto, popolato da creature terribili che trascendono le leggende: Djinni, demoni in grado di proiettare nella mente altrui straordinarie visioni; Demdji, figli di un Djinni e un umano, dotati di poteri straordinari, ma perseguitati e uccisi come se fossero orribili aberrazioni; gli Skinwalker, creature spietate che si nutrono di esseri umani per poi assumerne le sembianze; e infine i miei preferiti… i Buraqi, meravigliosi cavalli del deserto, Primi Esseri creati in un’epoca precedente a quella dei mortali. I Buraqi sono creature di sabbia  e vento, capaci di galoppare velocissimi fino ai confini del mondo, senza sforzo. Solo le donne sono in grado di domarli e di intrappolarli nella loro forma mortale grazie al ferro.

"Un Buraqi, un cavallo del deserto. Per un attimo sembrò un normale cavallo. L'attimo dopo era solo sabbia. Passava dall'oro accecante al rosso violento, fuoco e sole in un deserto spazzato dal vento.
Fui attraversata da un brivido d'eccitazione, una sensazione che affondava le radici nell'antico retaggio del popolo del deserto."

REBEL è quindi un romanzo dalle atmosfere uniche e meravigliosamente esotiche, dove nulla può essere dato per scontato.

Su questo splendido scenario si muovono i nostri protagonisti: Amani, una ragazza forte, determinata ad affermare la propria indipendenza da qualsiasi uomo e decisa ad abbandonare Dustwalk, tanto da non guardare in faccia niente e nessuno pur di raggiungere Izmar e trovare quella felicità e splendore che fin da bambina aveva ascoltato nelle storie raccontate da sua madre; Jin, il misterioso Serpente dell’Est dotato di una bussola che non punta nemmeno a Nord, ma sempre disposto ad aiutare Amani. La Hamilton è riuscita, in poco più di 250 pagine, a farci conoscere profondamente i suoi personaggi, assicurando una perfetta comprensione delle loro motivazioni, azioni o parole.

REBEL di Alwyn Hamilton è un romanzo originale, narrato con uno stile ricco di immagini,  estremamente dettagliato, capace di evocare luoghi, abiti e antiche creature mitologiche, con estrema vividezza.
Un condensato di azione e colpi di scena mai scontati, in cui gli scontri, le fughe a cavallo e le battaglie a colpi di pistola garantiscono scene ad alto tasso adrenalininico.

La gente di questo deserto dovrebbe avere un paese a cui appartenere, non appartenere ad un uomo”

In questo viaggio attraverso il Deserto c’è, tuttavia, anche spazio per un pizzico di romanticismo, per riflessioni religiose, politiche, sulla natura del potere e sull’importanza dell’ugualianza tra uomini e donne in una società, come quella in cui vive Amani (e non solo), in cui l’uomo agisce da padrone sulle donne che lo circondano.

Leggere REBEL è stata un’avventura incredibile, affascinante, magica e tutta da vivere… dove non rimane altro da fare se non lasciarsi completamente coinvolgere da quelle storie e leggende raccontate attorno ad un fuoco, in mezzo al deserto.

Rating in Segnalibri:
5
Un’avventura epica a cavallo di straordinari cavalli di sabbia e vento, attraverso un deserto popolato da creature leggendarie, verso un destino tutto da scoprire.
 Che cosa ne pensate?
Io sono rimasta profondamente e piacevolmente colpita dal libro e spero che possa piacere anche a voi!

Buone Letture,

11 giugno 2015

AN EMBER IN THE ASHES by Sabaa Tahir | Recensione

Cari Bookworms,
la recensione di oggi è dedicata ad uno romanzi che più attendevo quest'anno e del quale vi ho parlato molte volte (forse troppe, sorry! XD)... An Ember in The Ashes, esordio letterario di Sabaa Tahir, nato come stand-alone, ma del quale sentirete ancora parlare sia perché è stato concesso un seguito, sia per il film che presto darà vita alle vicende di Elias ed Laia.
Se siete incuriositi da questo splendido romanzo, ma non avete la possibilità di leggerlo in inglese... non disperate!!! Presto lo vedremo sui nostri scaffali in quanto sarà pubblicato in Italia  grazie alla Casa Editrice NORD! 

Titolo: AN EMBER IN THE ASHES
Autore: Sabaa Tahir
Serie: An Ember in The Ashes #1
Editore: Razorbill
Data pubblicazione: 28 aprile 2015
Lingua: Inglese
Prossimamente in Italia per NORD.
TRAMA:   "Ti ripeterò la stessa cosa che ripeto ad ogni schiavo. La Resistenza ha provato ad entrare in questa scuola innumerevoli volte. L'ho scoperta ogni volta. Se stai lavorando con la Resistenza, se la contatti, se anche solo pensi di contattarla, lo saprò. E ti distruggerò."
Laia è una schiava.
Elias è un soldato.
Nessuno dei due è libero.
Sotto l'Impero Marziale, la ribellione si incontra con la morte. Coloro che non votano il proprio sangue e corpo all'Imperatore rischiano la persecuzione delle persone amate e la distruzione di tutto ciò che hanno di più caro.
È in questo mondo brutale, ispirato all'Antica Roma, che Laia vive con i suoi nonni e un fratello più grande. La famiglia riesce a malapena a sopravvivere nei vicoli poveri dell'Impero. Essi non sfidano l'Impero. Hanno visto cosa succede a coloro che lo fanno. 
Ma quando il fratello di Laia viene arrestato per Alto Tradimento, Laia è costretta a prendere una decisione. In cambio di aiuto da parte dei ribelli che hanno promesso di salvare suo fratello, lei rischierà la sua vita per spiare dall'interno, per conto loro,  la più famosa Accademia Militare dell'Impero. 
Qui, Laia incontra Elias, il soldato migliore della Scuola-- e segretamente, il più riluttante. Elias vuole solo liberarsi da quella Tirannia che è stato addestrato a far rispettare. Lui e  Laia presto capiranno che i propri destini sono intrecciati-- e che le loro scelte cambieranno il destino dell'Impero stesso.
 
Avete presente quando un libro vi è piaciuto così tanto da non riuscire a trovare le parole adatte per descriverlo? Ecco, questo è il mio stato d’animo attuale, mentre tento di riordinare i pensieri sul romanzo.
An Ember in the Ashes di Sabaa Tahir mi ha catturato tra le sue pagine fin da subito, lasciandomi assetata di conoscere cosa sarebbe accaduto nel capitolo successivo, ogni volta che ero costretta ad interrompere la lettura per i motivi più svariati.

“The field of battle is my temple. The swordpoint is my priest. The dance of death is my prayer. The killing blow is my release.” 

An Ember in The Ashes di Sabaa Tahir ha come primo punto di forza il world building. L’autrice plasma a suo piacimento elementi ricavati dalla cultura romana e la loro opera di conquista, portandoli all’estremo: il mondo dei Martials è impregnato di violenza, sangue e brutalità in cui demoni e forze oscure si muovono nell’oscurità, intessendo i propri piani malefici.
All’età di sei anni, i bambini prescelti dagli Auguri (sacerdoti dotati di poteri sovrannaturali e della preveggenza) sono condotti a Blackcliff, il campo di addestramento in cui vengono formati i più temibili soldati dell’Impero, le Maschere. Solo coloro che sopravvivono ai duri e spietati allenamenti dei primi anni, al compimento del quattordicesimo anno di vita, ricevono dagli Auguri una maschera argentea che, una volta indossata, si fonde pian piano con la pelle del viso, annullando ogni fisionomia.

The Martials conquered Scholar lands five hundred years ago, and since then, they’ve done nothing but oppress and enslave us. Once, the Scholar Empire was home to the finest universities and libraries in the world. Now, most of our people can’t tell a school from an armory.
—Laia

Da cinquecento anni, i Martials spadroneggiano sulle Terre degli Scholars, un tempo ricche delle migliori università e biblioteche del mondo. Ormai resi schiavi, depredati di ogni conoscenza, incapaci di leggere e di scrivere, gli Scholars vivono in estrema povertà e soggetti alle razzie delle Maschere.
In questo contesto si inseriscono le vicende dei due personaggi principali, Laia e Elias, le cui voci si alternano tra i capitoli, sfiorandosi, nell’attesa che le loro vite, così differenti tra loro, si incontrino ed intreccino indissolubilmente.

Laia è una Scholar che, per poter salvare il fratello Darin unico superstite della sua famiglia, si finge una schiava con l’intento di carpire più informazioni possibili - per conto della Resistenza - al crudele Comandante di Blackcliff.

“Must be nice to believe so fervently in what the Empire spoon-feeds us. Why can’t I just be like her—like everyone else? Because my mother abandoned me? Because I spent the first six years of my life with Tribesmen who taught me mercy and compassion instead of brutality and hatred?”
—Elias

Elias invece è l’erede della Gens Veturia, una delle più illustri dell’Impero, e lo studente più dotato di Blackcliff. Sta per diplomarsi, anche se questo non è ciò che desidera, come dimostra la maschera che è costretto ad indossare sul volto: a differenza dei suoi compagni, la maschera di Elias non si è fusa con la pelle del suo viso, dato che se la toglie ogni volta che può, cercando respiro da un destino ed una violenza che rifiuta con tutto se stesso. Sta per progettare la fuga da quella che lui percepisce come una prigione, quando uno degli Auguri, lo convince a restare e ad attendere almeno la Cerimonia dei diplomi, giorno in cui sarà chiamato ad effettuare una scelta che potrebbe condurlo alla tanto desiderata libertà del corpo e dell’anima.

Sabaa Tahir è riuscita a regalarci due protagonisti di grande impatto, così pieni di sfumature, capaci di crescere e oltrepassare i propri limiti.
Laia ha incertezze, paure, ripensamenti, ma riesce sempre a superarli, perché non ha più nulla da perdere, nessuno da perdere … se non suo fratello, il cui pensiero costante, le dona la forza necessaria per continuare nella sua pericolosa missione.
Elias è cresciuto con l’idea che l’Impero e Imperatore vengano prima di ogni altra cosa. È permesso uccidere e distruggere, ma non avere compassione per i più deboli e questo, Elias, non riesce ad accettarlo, torturandosi con i sensi di colpa.

“There are two kinds of guilt,” I say softly. “The kind that’s a burden and the kind that gives you purpose. Let your guilt be your fuel. Let it remind you of who you want to be. Draw a line in your mind. Never cross it again. You have a soul. It’s damaged, but it’s there. Don’t let them take it from you, Elias.”
—Laia

E così, in mezzo alle tenebre di un mondo cruento e destinato al declino morale, dove la forza bruta, da entrambe le parti, sembra essere l’unica moneta di scambio… Laia ed Elias risplendono, come carboni tra le ceneri. Essi non hanno mai abbandonato la speranza, quella luce potente che può essere trovata anche nella più profonda oscurità (Silente docet).

“You are an ember in the ashes, Elias Veturius.
You will spark and burn, ravage and detroy.”
—Cain (Augur)

Vorrei infine menzionare alcuni personaggi secondari, delineanti con estrema precisione: Helene, votata alla causa dell’Impero e sempre impegnata a rispettare rigorosamente le regole, ma con una profonda lealtà nei confronti del suo migliore amico, Elias; il saggio Spiro Teluman, la misteriosa Cook e la dolce Izzi, con la quale Laia si troverà a stringere inaspettatamente una forte amicizia.

An Ember in the Ashes di Sabaa Tahir è un romanzo di speranza, amicizie impensabili, distruzione dei pregiudizi, ricco d’azione… costringendo il lettore a rimanere sempre con il fiato sospeso!
Un libro scritto con uno stile privo di inutili vezzeggiativi, perfetto per raccontare un mondo intriso di violenza, che non si ferma nemmeno davanti ad un bambino innocente, uccidendolo a colpi di frusta… ma, allo stesso tempo, in grado di tratteggiare in poche e significative frasi l’anima dei protagonisti, ai quali è difficile non affezionarsi. Dove la storia d'amore non è l'aspetto centrale, anche se nasce spontanea, incontrollabile, intessuta di semplici sguardi e alimentata da rari attimi di libertà dai ruoli imposti dal rango di nascita; un sentimento che si accende e brucia lentamente, facendosi strada nel freddo mondo che tenta di ostacolarlo, per quanto sia impossibile e contro ogni ordine sociale.

Non posso che essere estremamente grata alla Penguin per aver deciso di regalare a noi lettori un seguito a questo non-più-stand-alonec’è ancora così tanto da scoprire, svelare e vivere nel mondo di An Ember in The Ashes—che non so come avrei reagito a quel finale—decisamente troppo aperto. Per fortuna, non è più un nostro problema! xD

Rating in Segnalibri:
5
 Nell'oscurità di un Impero crudele, Elias e Laia si oppongono alla sorte che il Destino sembra aver scelto per loro... un romanzo decisamente imperdibile
 Che cosa ne pensate?
Lo avete letto o è nella vostra Wishlist?

Buone Letture,

13 maggio 2015

A COURT OF THORNS AND ROSES by Sarah J. Maas | Recensione

Cari Bookworms,
è arrivato il momento di parlare di uno dei libri che più attendevo di leggere quest'anno ... A Court of Thorns and Roses, primo volume della nuova trilogia new adult, fantasy firmata Sarah J. Maas.
La recensione è spoiler free e come scopo ha quello di farvi venire una voglia pazza di leggerlo! Spero di essere riuscita nel mio intento e se lo avete letto, vi prego parliamone!! XD

Informazioni e Trama


Titolo: A Court of thorns and Roses

Autore: Sarah J. Maas
Serie: A Court of thorns and Roses #1
Editore: Bloomsbury Children's 
Data di pubblicazione: 5 maggio 2015
Lingua: inglese
TRAMA: Quando la cacciatrice diciannovenne Feyre uccide un lupo nei boschi, una creatura simile ad una Bestia arriva per riscuoterne il compenso. Trascinata verso una terra pericolosa e magica, che conosce solo attraverso le leggende, Feyre scopre che il suo rapitore non è un animale, ma Tamlin— uno dei letali e immortali Faeries che una volta governavano il loro mondo.
Mentre dimora nella sua tenuta, i suoi sentimenti per Tamlim si trasformano, passando da una fredda ostilità ad una forte passione,  che brucia oltre ogni avvertimento e bugia raccontatele sul bellissimo, pericoloso mondo dei Fae. 
Ma un antica, cattiva ombra si allunga sulle terre dei faerie, e Feyre deve trovare il modo di fermarlo... o condannerà Tamlin—e il suo mondo—per sempre.

A Court of Thorns and Roses è il primo capitolo dell’omonima trilogia New Adult, high Fantasy scritta da Sarah J. Maas.

Quando è stato annunciata l’uscita di un nuovo romanzo della Maas, l’avevo immediatamente inserito nella mia wishlist, senza nemmeno preoccuparmi troppo della trama. Adoro la Maas - Throne of Glass è una delle mie serie fantasy preferite – e il modo in cui tratteggia i suoi personaggi, rendendoli indimenticabili e facilmente amabili.
Le mie aspettattive su A Court of Thorns and Roses erano, pertanto, decisamente alte e sono estremamente felice che non siano state affatto deluse, anzi per alcuni elementi sono rimasta addirittura sorpresa.
A Court of Thorns and Roses è stato presentato come un retelling della Bella e la Bestia, e quando si parla di questo genere di romanzi, si è sempre in vena di confronti con la fiaba originale (e in questo caso, anche il bellissimo cartone animanto della Disney!). Il rischio con i retelling è quello di non riuscire a sorprendere abbastanza il lettore, di sembrare banali, ma con la Maas questo non succede.
La vicenda ha per protagonista Feyre, una ragazza di diciannove anni, che dopo aver ucciso nella foresta quello che crede essere un lupo, scopre invece trattarsi di una creatura fatata. Quella notte, una essere bestiale e feroce si presenta a casa sua, menzionando una clausola del Trattato stipulato tra umani e abitanti di Prythian molti anni fa, secondo la quale è lecito esigere per la vita presa, un’altra vita. Feyre si ritrova a dover scegliere tra la morte immediata o lasciare la sua famiglia e andare a vivere per sempre a Prythian, come risarcimento del delitto.
La Bestia che la trascina oltre il Muro invisibile, costruito per dividere i mortali dagli immortali, è Tamlin, un’essere fatato capace di cambiare le sue sembianze in quelle di un lupo.

Trovo geniale il modo in cui la storia di Feyre sia così diversa, ma allo stesso tempo simile, per certi aspetti, alla fiaba: quando meno te lo aspetti affiorano elementi che rimandano o alludono ad essa, come per esempio la maledizione che è stata lanciata sulle Terre della Corte di Primavera, o la menzione del Never-fading Flower e quel costante profumo di rose che aleggia intorno al Castello…

Il world building è studiato nei minimi dettagli, con tanto di specifico ordine sociale per le Fate e riferimenti storici creati appositamente.

“It told a story...the story of Prythian. It began with a cauldron. A mighty black cauldron held by glowing, slender female hands in a starry, endless night. Those hands tipped it over, and, from it, golden sparkling liquid poured out over the lip. No -- not sparkling, but...effervescent with small symbols, perhaps some ancient faerie language.”


Fino ad alcuni secoli fa, il popolo fatato dominava, con la propria forza superiore e la magia, sugli esseri umani, resi schiavi e uccisi senza ritegno. Solo inseguito ad una lunga e sanguinosa guerra, gli esseri umani hanno conquistato la libertà, regolando i rapporti con i Faeries grazie ad un Trattato. Da quel momento, Prythian e le terre Mortali, sono divise da un Muro invisibile che nessuno – in teoria – può attraversare.
Le Terre di Prythian sono suddise in 7 Corti, ciascuna con il proprio nome, le proprie caratteristiche e governate da un High Lord. Ma un’antica minaccia rischia di sovvertire l’ordine costituito e la Corte di Primavera, in cui vivono Tamlin e Feyre, sembra essere rimasta l’ultimo baluardo della resistenza contro il Male.
Prythian è dipinta in modo meraviglioso: una terra ricca di magia e tradizione, un luogo incantato dove tutto è possibile, anche trovare un lago pieno, non d’acqua, ma di luce delle stelle
Sono rimasta stregata dalla bellezza delle descrizioni, specialemente quelle della Spring Court  e del Castello di Tamlin.

A Court of Thorns and Roses è un romanzo di fate, magia, di lotta contro il male, ma anche di amicizia, di sacrificio per la propria famiglia e d’amore.
Feyre ha sempre lottato per poter sostenere la propria famiglia, per mantenere la promessa fatta alla madre morente; lotta da quando i debiti contratti dal padre mercante, li ha mandati in rovina. Il padre sembra essere incapace di reagire e le sorelle maggiori troppo arrabbiate o distratte da futilità, per preoccuparsi minimamente di aiutare.
In questo romanzo, la crescita alla fine del viaggio, non interesserà solo la protagonista, ma coinvolgerà anche tutti coloro che le sono legati, compresa la sua famiglia.

“Don’t feel bad one moment about doing what brings you joy.”


Tra gli argomenti centrali di AcoTaR c’è sicuramente l’amore.
Feyre all’inizio è ostinata e orgogliosa, ma non per capriccio: la sua vita non è stata mai semplice; dopo la morte della madre, nessuno si è preso cura di lei, nessuno ha speso nemmeno un minuto per insegnarle a leggere e a scrivere. Per questo, le premurose attenzioni di Tamlin, vengono inizialmente respinte come inaccettabili gesti di pietà.
Comprese le sue motivazioni  e superate le diffidenze legate alla propria natura mortale, da una parte, e immortale, dall’altra, l’attrazione tra Tamlin e Feyre sarà magnetica, irresistibile, travolgente e il loro amore crescerà, immenso e indistruttibile.

“I was as unburdened as a piece of dandelion fluff, and he was the wind that stirred me about the world.”

Una menzione speciale deve essere fatta anche a due personaggi secondari che inaspettatamente mi sono rimasti nel cuore: Lucien, l’ironico e leale amico di Tam e Rhys, il “nemico” più strano e imprevedibile di cui mi sia mai capitato leggere.

A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas, conferma il talento dell’autrice nel saper creare ambientazioni fantastiche estremamente dettagliate (in cui potrei facilemente vivere) e personaggi brillantemente delineati e “vivi” sulla pagina.
Un romanzo magico, decisamente fiabesco, ricco di azione e sicuramente più “adulto” rispetto al Trono di Ghiaccio, non solo per l’età della protagonista e per le scene sensuali, ma anche per le tinte fosche e quelle atmosfere dark e sanguinarie che raggiungono l’apice nell’ultima, appassionante parte del libro.

Rating in Segnalibri:

5

Fate mutaforma, romanticismo, avventura, antichi Riti e maledizioni da spezzare, in un romanzo di magia, oscurità e amore.
Che cosa ne pensate?
Lo avete letto?

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Buone Letture,