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25 dicembre 2014

It's A Christmas Teaser! #4 | Natale a Hogwarts!!


Buon Natalee miei cari lettori!!!

Spero che tutti abbiate trovato sotto l’albero il regalo che speravate e soprattutto tanto amore e serenità … almeno un questo giorno, in cui tutto sembra essere splendente!

Il mio augurio di Natale a voi – in questo primo Natale insieme nella Blogosfera – non poteva che essere accompagnato dall’ultimo appuntamento di --- IT'S CHRISTMAS TEASER! ---

L’estratto che ho scelto di condividere oggi è tratto dal mio libro preferito e che spesso rileggo in questo periodo Festivo, perché … il primo Natale a Hogwarts non si scorda mai!


[Tratto da Harry Potter e la Pietra Filosofale di J. K. Rowling
– Capitolo 12 – Lo Specchio delle Brame]

La vigilia di Natale, Harry andò a letto pregustando le lecornie e i divertimenti dell’indomani, ma senza aspettarsi nessun regalo. Ma al suo risveglio, il mattino seguente di buon’ora, la prima cosa che vide ai piedi del suo letto fu un mucchio di pacchetti.
“Buon Natale” gli fece ron ancora assonnato, mentre Harry si buttava giù dal letto e si infilava nella vestaglia.
“Anche a te” gli rispose. “Ma… hai visto che roba? Ho ricevuto dei regali!”
“E che cosa ti aspettavi, un mazzo di rape?” disse Ron voltandosi a guardare i suoi regali, che erano molto più numerosi di quelli di Harry.
Harry prese il primo pacchetto dalla cima del mucchio. Era avvolto in un spessa carta da pacchi, con su scarabocchiato: ‘A Harry da Hagrid’. Dentro c’era un flauto di legno rozzamente intagliato. Evidentemente, Hagrid lo aveva lavorato con le sue mani. Harry ci soffiò dentro… faceva un suono simile al verso di una civetta.
Il secondo pacchetto era piccolissimo e dentro c’era un biglietto: ‘Abbiamo ricevuto il tuo messaggio e accludiamo il regalo di Natale per te. Zio Vernon e zia Petunia’. Attaccata al biglietto col nastro adesivo c’era una moneta da mezza sterlina.
“Molto carino da parte loro” disse Harry.
Ron era affascinato dalla moneta.
“Questa poi!” disse, “Che forma strana! Ma davvero sono Soldi?
“Puoi prenderli se vuoi” lo incoraggiò harry ridendo della contentezza di Ron. “Allora, ho aperto quello di Hagrid e quello dei miei zii… e questi altri, chi me li manda?”
“Credo di sapere da chi viene quello” disse Ron arrossendo leggermente e indicando il grosso pacco informe. “Da mia mamma. Le ho detto che non ti aspettavi nessun regalo, e allora… Oh, no!” gemette poi, “ti ha fatto un maglione alla Weasley!”
Harry aveva aperto il pacchetto e ci aveva trovato un pesante maglione di lana lavorato ai ferri, color verde smeraldo, e una grossa scatola di caramelle mou fatte in casa.
“Ci fa un maglione per uno tutti gli anni” disse Ron scartando il suo, “ e i miei sono sempre color melanzana”.
“Ma che gentile!” disse Harry assaggiando una caramella, che era molto gustosa.
Anche il pacco successivo conteneva dolci: una grossa scatola di Cioccorane da parte di Hermione.
Rimaneva un ultimo pacchetto. Harry lo prese in mano e tastò. Era molto leggero. Lo scartò. Ne scivolò qualcosa di fluente e grigio argento che cadde a terra formando un mucchietto di pieghe lucenti. Ron rimase senza fiato.
“Ne ho sentito parlare, di quelli” disse in un sussurro, lasciando cadere la scatola di Tuttigusti +1 che aveva ricevuto da Hermione. “ Se è quel che penso… sono molto rari e veramente preziosi”.
“Che cos’è?” Harry raccolse da terra lo scintillante tessuto argenteo. Era stranissimo al tatto, come se fosse tessuto con l’acqua.
“È il mantello che rende invisibili” disse Ron, e sul volto gli si era dipinto un timore reverenziale. “Ne sono sicuro… provalo!”
Harry se lo gettò sulle spalle e Ron diede un grido.
“È come dico io! Guarda giù!”
Harry si guardò i piedi, ma quelli erano spariti. Corse allo specchio. Non c’erano dubbi: l’immagine che gli rimandò lo specchio era fatto soltanto di una testa sospesa a mezz’aria sopra un corpo completamente invisibile. Si tirò il mantello sulla testa e l’immagine scomparve del tutto.
“C’è un biglietto!” disse Ron d’un tratto. “È caduto un biglietto”.
Harry si tolse il mantello e lo prese. Scritte con una grafia stretta e sinuosa che non aveva mai visto prima, si leggevano le seguenti parole:

Questo me l’ha affidato tuo padre prima di morire.
È giunto il momento che torni a te. Fanne buon uso.
Buon Natale.
  


… ancora una volta, BUON NATALE !


18 dicembre 2014

It's a Christmas Teaser! #3 | Il Trono di Ghiaccio di Sarah J. Maas


Miei cari Bookworms di Erilea,

come avrete capito sono entrata leggermente in fissa con La Corona di Mezzanotte di Sarah J. Maas *Chaoool T__T*  -- quiiindi per l'appuntamento di questa settimana con la rubrica più Natalizia che ci sia (almeno nel mio angolino XD), ho pensato di passare il Natale, o meglio il Solstizio di Inverno ad Erilea, insieme a Celaena Sardothien!

  [Per informazioni sul Il Trono di Ghiaccio di Sarah J. Maas, vi lascio il link alla recensione]





[Tratto dal Capitolo 36 - Il Trono di Ghiaccio di Sarah J. Maas] 


Celaena si svegliò il mattino del solstizio d’inverno e si godette il silenzio. C’era qualcosa di profondamente pacifico in quella giornata, nonostante la tristezza del suo incontro con Nehemia. 
Per un momento, l’intero castello si era acquietato ad ascoltare la neve che cadeva. La brina decorava i vetri delle finestre, il fuoco crepitava già nel caminetto e le ombre dei fiocchi di neve si muovevano sul pavimento. Era un incantevole e tranquillo mattino d’inverno. Non aveva intenzione di guastarlo pensando a Nehemia, al duello o al ballo al quale non avrebbe potuto partecipare, quella sera. No, era la mattina del solstizio e lei sarebbe stata felice. Non sembrava la festa per celebrare l’oscurità da cui era nata la luce della primavera, e neanche la festa per celebrare la nascita del primogenito della Dea. Era più semplicemente un giorno in cui le persone erano più gentili, si fermavano davanti al mendicante per strada, ricordavano che l’amore era vivo. Celaena sorrise e si girò nel letto, ma qualcosa glielo impedì, qualcosa di duro e ruvido sul viso, con un deciso profumo di… "Dolci!" Sul cuscino c’era un grande sacchetto di carta colmo di ogni sorta di dolcetti di pasticceria. 
Non c’era un biglietto e nemmeno un nome scribacchiato sopra. Alzando le spalle con occhi raggianti, Celaena ne prese una manciata. Oh, adorava i dolci! Rise allegramente e si riempì la bocca. Uno a uno, li assaggiò tutti. Chiuse gli occhi e respirò profondamente mentre ne assaporava i diversi gusti e le consistenze. Quando finì, aveva le mandibole indolenzite. Rovesciò il sacchetto sul letto, ignorando lo zucchero che vi si sparpagliava sopra, e contemplò il ben di dio che aveva davanti.
C’erano tutti i suoi dolci preferiti: caramelle gommose ricoperte di cioccolato, cioccolato alle mandorle, caramelle da masticare, caramelle di zucchero a forma di gioiello, croccanti alle noccioline, croccanti semplice, liquirizia rossa glassata e, soprattutto, cioccolato. Si mise in bocca un tartufo alle nocciole.
"Qualcuno mi vuole molto bene" bofonchiò con la bocca piena. Fece una pausa per esaminare di nuovo il sacchetto. Chi l’aveva mandato? Dorian, forse. Di sicuro né Nehemia né Chaol, e nemmeno le fate della brina che portavano i regali ai bambini buoni. Avevano smesso di farle visita dal giorno del suo primo incarico da assassina. Forse era stato Nox. Era piuttosto gentile con lei.
"Signorina Celaena!" esclamò Philippa dalla porta, a bocca aperta.
"Buona festa del solstizio d’inverno, Philippa!" disse Celaena "Gradisci un dolcetto?"
Philippa si precipitò verso di lei. "Proprio una bella festa! Guardate il letto! Guardate che disastro!" Celaena fece una smorfia. 
"Avete i denti rossi!" gridò Philippa. 
Allungò la mano per prendere lo specchietto che Celaena teneva accanto al letto e glielo porse perché si vedesse.
In effetti aveva i denti tutti rossi. Vi passò sopra la lingua, poi cercò di pulirseli con un dito. Ma il colore non andava via. "Accidenti a quelle caramelle!"
"Già" commentò Philippa. "E avete tutta la bocca sporca di cioccolata. Nemmeno il mio nipotino mangia i dolci a quel modo!" Celaena rise. "Voi avete un nipotino?"
"Sì, e riesce a mangiare senza sporcare il letto, i denti e la faccia."
Celaena alzò le coperte e lo zucchero si librò nell’aria. "Prendete un dolcetto, Philippa."
"Sono le sette del mattino." Philippa raccolse lo zucchero con il palmo della mano. "Starete male!"
"Male? Che male possono fare i dolci?" Celaena fece una smorfia e mostrò i denti rossi.
"Mi sembrate un demonio!" disse Philippa. "Tenete la bocca chiusa e nessuno se ne accorgerà." "Sappiamo entrambe che non è possibile." 
Con sua sorpresa, Philippa rise. "Buona festa del solstizio d’inverno, Celaena!" le augurò.
Spero che vi sia piaciuto e che questa scena vi abbia fatto sorridere un po'!

Buona Lettura,



11 dicembre 2014

It's A Christmas Teaser! #2



Cari Bookworms,

è giunto il momento di farsi coccolare da un nuovo appuntamento della rubrica --- IT'S CHRISTMAS TEASER! --- in cui vi propongo un estratto a tema Natalizio… questa settimana la scelta è stata dura: volevo un Natale da Shadowhunters e il problema è stato scegliere l’Istituto! XD
New York con Clary, Jace, Izzy, Simon, Alec e Magnus oppure Londra con Tessa, Will e Jem?? Dato che la festa di Natale in The Infernal Devices è nell’ultimo libro, ho pensato di evitare spoiler decisamente molesti e rimanere quindi a New York… 


Per la Sinossi ufficiale e informazioni sul romanzo, vi lascio il link alla recensione!

 

[dal capitolo 1 di Città del Fuoco Celeste di Cassandra Clare]

“Io e Simon andiamo a fare shopping natalizio” disse lei “e nessuno di voi può accompagnarci perché dobbiamo comprare i vostri regali!” Alec fece una faccia inorridita.  
“Oddio. Quindi anch’io devo prendervi qualcosa?”
Clary scosse la testa. “Ma scusate, gli Shadowhunters non… Natale, gente. Avete presente?”
All’improvviso le tornò in mente la cena piuttosto imbarazzante che avevano organizzato per il Giorno del Ringraziamento a casa di Luke: quando avevano chiesto a Jace di tagliare il tacchino, lui aveva infierito sul volatile con una spada finché non ne erano rimasti che minuscoli brandelli. Quindi forse no, non ce l’avevano presente.
“Noi ci scambiamo regali per rendere omaggio al cambio delle stagioni” spiegò Isabelle. “D’inverno una volta si festeggiava l’Angelo, il giorno in cui Jonathan Shadowhunter ricevette gli Strumenti Mortali. Però credo che molti Shadowhunters si siano stancati di essere esclusi da tutti i festeggiamenti dei mondani, quindi oggi diversi Istituti organizzano una festa anche a Natale. Quella di Londra è famosa.”    […]

I Fray non erano mai stati una famiglia particolarmente osservante, ma Clary adorava la Fifth Avenue nel periodo natalizio.
L’aria era piena del dolce profumo di caldarroste e le vetrine dei negozi luccicavano d’argento, blu, verde e rosso. Quell’anno, a ogni lampione erano stati appesi grossi fiocchi di neve in cristallo, che riflettevano la luce del sole invernale in tanti dardi dorati. Per non parlare dell’enorme albero addobbato al Rockefeller Center; lei e Simon erano sotto la sua ombra quando si appoggiarono alla transenna della pista di pattinaggio per guardare i turisti che cadevano mentre cercavano di scivolare sul ghiaccio.
Clary stringeva fra le mani un bicchiere di cioccolata calda che le irradiava calore in tutto il corpo. Si sentiva quasi normale: andare sulla Fifth a vedere le vetrine e l’albero di Natale era una tradizione che lei e Simon rispettavano da sempre.
“Sembra di essere tornati ai vecchi tempi, eh?” le disse lui, facendo eco ai suoi pensieri mentre posava il mento sulle braccia conserte.
Clary provò a guardarlo senza farsi notare. Simon indossava un soprabito e una sciarpa neri che facevano risaltare il suo pallore; le occhiaie erano il segno che non si era nutrito di recente. Aveva l’aspetto di quello che era: un vampiro stanco e affamato.
Be’, pensò, quasi come ai vecchi tempi. “C’è più gente a cui bisogna comprare un regalo,” disse. “Oltre all’eterno dilemma: Cosa-compro-per-il-primo-Natale-in-cui-stiamo-assieme?”
“Cosa si regala a uno Shadowhunter che ha già tutto?” disse Simon con un sorriso.
“A Jace piacciono più che altro le armi,” disse Clary. “Ama anche i libri, ma all’Istituto c’è una biblioteca fornitissima. Adora la musica classica…” Clary si illuminò. Simon era un musicista: anche se il suo gruppo faceva pena e cambiava nome di continuo (in quel momento erano i Lethal Soufflé), conosceva bene la materia. “Che cosa regaleresti a uno che suona il pianoforte?”
“Un pianoforte.”
Simon!”
“Un grande, gigantesco metronomo da poter usare anche come arma?” 
Clary sbuffò, esasperata.


Spero tanto che i brani scelti vi siano piaciuti 
e vi abbiano fatto sorridere! :3

Buona Lettura,



5 dicembre 2014

It's a Christmas Teaser! #1



Cari bookworms,

come state passando questi primi giorni di Dicembre? Io ovviamente ho preso l'influenza e mi sento come ... vi faccio un esempio:  avete presente The Avengers... la scena in cui Hulk scuote come un fazzoletto il povero Loki ...

ecco, così, come Loki...
XD ahahah! a parte gli scherzi!

Con questo post vorrei inaugurare una piccola rubrica Natalizia

--- IT'S A CHRISTMAS TEASER! ---


Non so se capita anche a voi, ma quando arriva Natale divento un po' nostalgica e mi capita di andare a rileggere a caso passi di libri già letti... perché ritrovare personaggi con cui si è vissuto splendide avventure è come tornare a casa dopo un lungo viaggio... Quindi ho pensato di proporvi, da qui fino a Natale, delle scene tratte da vari libri, ambientate proprio in questo periodo festivo!

Oggi ho pensato di "rispolverare" il primo Natale di Katy e Daemon insieme, tratto da ONYX di Jennifer L. Armentrout [per la trama e informazioni varie sul libro vi lascio il link alla mia recensione]



[tratto dal capitolo 16 - ONYX Jennifer L. Armentrout]

  Fare l’albero con un alieno fu un’esperienza completamente nuova. Daemon spostò la poltrona davanti alla finestra con un semplice cenno del capo. Le lucine fluttuavano in aria accese, anche se non erano attaccate alla corrente.
  Non facevamo che ridere. 
  Non osavo pensare a che faccia avrebbe fatto la mamma. Sarà felice, mi dissi.
  Daemon mi mise una decorazione argentata in testa mentre io cercavo di acchiappare una pallina sospesa in aria. «Grazie» dissi.
  «Ti sta bene.»
  L’atmosfera era perfetta e in me si risvegliarono migliaia di ricordi d’infanzia. Gli feci un gran sorriso e acciuffai la pallina, che era dello stesso verde dei suoi occhi. Decisi che quella era la sua pallina.
  La misi proprio sotto la stella in cima.
 Quando finimmo, era quasi mezzanotte. Seduti sul divano, uno accanto all’altro, ammirammo il nostro capolavoro. Era un pochino sbilanciato da un lato, ma a me sembrava perfetto. C’erano un milione di luci colorate e altrettante palline.
  «Lo adoro» dissi.
  «È proprio bello, sì.» Si appoggiò a me sbadigliando. 
  «Dee l’ha fatto stamattina. È tutto precisino, con i colori abbinati. Io dico che il nostro è più bello. Sembra una palla da discoteca.»
Il nostro albero… sorrisi, estasiata.
  «Mi sono divertito, sai?» disse lui.
  «Anch’io.»



Vi ricordate questa scena?
qual'è la vostro "Natale libresco" preferito?


Buona Lettura,